
È stata pubblicata la UNI 12001, la prima norma nazionale che definisce in modo chiaro chi è il designer e quali sono le sue competenze professionali.
La norma è consultabile nel catalogo di UNI – Ente Italiano di Normazione e rappresenta un passaggio fondamentale per il riconoscimento e la qualificazione della professione.
UNI 12001 definisce i requisiti di conoscenza, abilità e competenze della figura professionale del designer, valorizzando una tradizione progettuale che ha reso il design italiano un riferimento a livello internazionale. Delinea il designer come professionista del progetto, inteso come elaborazione intellettuale e metodologica, capace di coniugare visione creativa, competenze tecniche e strumenti innovativi, con un obiettivo chiaro: migliorare la qualità della vita delle persone e dell’ambiente.
La figura del designer, così come definita dallo standard UNI, è trasversale e pensata per adattarsi ai diversi ambiti della disciplina, dalla comunicazione visiva al prodotto, dagli spazi agli altri contesti progettuali.
Un lavoro collettivo e un percorso decennale
La norma è stata proposta da ADI, AIAP e AIPI, con la partecipazione di CNA, IED, ISIA, NABA, POLI.design, Società Italiana Design, dell’Università degli Studi di Camerino – Scuola di Architettura e Design e dell’Università degli Studi di Firenze.
Il percorso che ha condotto alla UNI 12001 ha una storia lunga e articolata. La fase prenormativa è stata promossa e portata avanti da Daniela Piscitelli a partire dal 2013, attraverso un lavoro continuativo di costruzione, confronto e sedimentazione dei contenuti all’interno del tavolo dedicato.
Dal 2021 il coordinamento è stato assunto da Luciano Perondi, che ha guidato il lavoro nella fase formale di normazione come coordinatore del tavolo, in qualità di rappresentante AIAP, sottolineando il ruolo centrale dell’associazione nel raggiungimento di questo obiettivo. Il processo normativo si è svolto sotto la presidenza di Marco Tortoioli, che ha garantito continuità e solidità istituzionale al percorso.
La pluralità di voci coinvolte nella redazione della UNI 12001 si riflette sia nel linguaggio adottato, neutro rispetto al genere, sia nella forte attenzione all’inclusività e alle disabilità. La norma affronta inoltre in modo esplicito le dimensioni ambientali ed etiche della pratica progettuale, richiedendo al professionista consapevolezza delle implicazioni socioculturali, economiche e ambientali del proprio operato.
All’interno del documento sono definiti anche gli elementi per la valutazione di conformità, che avviene tramite esame. La norma è stata elaborata nell’ambito della CT 006, dedicata alle attività professionali non regolamentate. Nel suo insieme, la UNI 12001 rappresenta il risultato concreto di oltre dieci anni di lavoro e testimonia in modo chiaro l’impegno di AIAP per il rafforzamento e la qualificazione della professione del design della comunicazione.
«Avrei sperato di poterne dare notizia prima della fine del mio secondo mandato come presidente AIAP, ma averne visto la pubblicazione all’inizio di questo nuovo anno cambia di poco la soddisfazione che abbiamo provato potendo finalmente contare su una norma che sancisce gli ambiti pertinenti alla nostra professione e una indicazione chiara sugli effetti che produce.La UNI 12001 delinea la figura del designer come il professionista che pone al centro della propria attività il progetto inteso come elaborazione intellettuale e metodologica. Per fare ciò, il designer coniuga la dimensione ideativa con quella pratica, servendosi della propria conoscenza e degli strumenti innovativi. La norma stabilisce inoltre l’obiettivo ultimo del designer: progettare per migliorare la qualità della vita delle persone e dell’ambiente circostante.
Questo testo segna uno spostamento sostanziale: dal designer orientato all’oggetto al designer orientato al processo. Ci consente finalmente di contare su una sponda tecnica per definire ambiti strategici, consulenziali e registici che da sempre fanno parte del nostro lavoro, accanto alla progettazione tecnica degli artefatti. È un primo grande risultato che auspichiamo diventi uno strumento di affermazione per i nostri associati e per tutta la comunità del progetto.»
Marco Tortoioli Ricci
Past President AIAP