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Addii a Roberto Pieracini

Addio a Roberto Pieracini, il padre, il marito, l'amico, il maestro, il presidente, il professore, il direttore, l'anarchico, l'antimilitarista, l'antifascista, l'ateo, il contestatore, l'irriverente, l'intransigente, l'illuminato, il pragmatico, il sistemico, il pesarese-milanese, la persona prima di tutto. Buon viaggio a Roberto per il Pianeta Fresco.
Oggi alle 15,30, veglia commemorativa all'Ospedale Policlinico Pubblico Muraglia di Pesaro.

Buon viaggio a Roberto
Mauro Bubbico



Sarà un caso che te ne sia andato in questa notte in cui il vento e la pioggia hanno continuato a sradicare alberi dal terreno, anche quelli le cui radici erano strettamente avvinghiate a ogni zolla di terra e la chioma ampia e popolata di uccelli. Sarà un caso che più volte ti avevo proprio immaginato come una quercia, con una corteccia ruvida, ma grande e accogliente pur se tra tanti rimbrotti, con uno sguardo che si spingeva sempre lontano, anche oltre le ultime colline, con una capacità che veniva anche dall’avere vissuto fino in fondo la vita, amandola e strapazzandola a dovere, ma sempre con grande coerenza e lucidità di pensiero.
Ma se in questa notte il vento ti ha portato via, a noi resta tantissimo di te, come il lavoro attento e meticoloso profuso nella professione, nella direzione dell’Isia, nella guida e nella dedizione costante dell’associazione, nell’atteggiamento critico e propositivo, sempre alla ricerca di soluzioni per fare le cose e non per arrestarle, nella visione mai offuscata da quella nuvola di fumo che si interponeva sempre tra te e tutto il resto. Noi tutti abbiamo molto di te non solo da conservare, se non i ricordi più personali, ma da valorizzare e far crescere.

s.t.t.l.
cinzia ferrara



Roberto Pieracini alla fine ci ha lasciato, l’ennesima sorpresa, sempre obbligato a quella risoluta determinazione a voler portare in fondo le cose senza clamore, obbedendo solo a un proprio profondo senso di giustezza. Quel sorriso sornione che sotto i baffi ti faceva intendere che in modo complice, era così che le cose dovevano andare, che si era compagni dalla parte giusta del mondo; non la parte facile della vita, ma quella in cui si era chiamati a fare le cose bene, fregandosene qualche volta delle regole, perché è così che doveva essere ed era bello così. Un anarchico nell’anima, per ogni giorno vissuto. È grazie a questo spirito e a questo senso superiore di coerenza a cui si è sempre sentito chiamato che dopo la militanza degli anni giovanili, l’impegno politico, la professione in Olivetti, il lavoro a fianco dei grandi nomi del design italiano e il suo consacrarsi a una grafica di sistema, negli anni più maturi è riuscito a reinventarsi direttore illuminato della scuola simbolo della grafica in Italia, l’Isia di Urbino, riportandone alla luce l’originaria vocazione e facendola tornare tra le eccellenze europee. Un lavoro che lo ha impegnato in ogni fibra vitale, grazie al quale con ostinazione è riuscito a mettere insieme un gruppo di insegnanti vocati e coerenti alla sua idea di grafica e di progetto. Avevo conosciuto il progettista dalle cronache ufficiali della grafica in Italia, da docente chiamato a insegnare sotto la sua direzione, ho avuto modo di conoscere l’uomo e poi l’amico. Ancora pochi giorni fa, in una conversazione telefonica, eravamo presi dal discutere del ruolo del progetto e di noi che ne eravamo gli interpreti ostinati. Dei maestri siamo soliti ricordare il lavoro e il gesto artistico e creativo, di Roberto, più di ogni altro, dovremo ricordare l’essere il testimone eccellente, coerente fino alla fine, di quell’idea ‘alta’ di progetto che non può essere ridotta a disciplina, ma impegno totale di una vita.

Un saluto a un maestro
Marco Tortoioli Ricci


 

ciao, Roberto
mario piazza



"Mauro Bubbico mi segnala che stanotte se n'è andato anche Roberto Pieracini e la grafica italiana si trova a piangere un altro dei suoi maestri. Pesarese, nato nel 1942, della generazione di Franco Bucci e appena un po' più anziano di Massimo Dolcini, il percorso professionale di Roberto vide la sua pagina più significativa quando aveva collaborato, prima con Ettore Sottsass poi con Renzo Zorzi, con l'Ufficio Grafico di Olivetti. In qualità di Art Director del gruppo, Pieracini aveva curato immagini famose, mitiche diremmo: per citarne solo una quella per la 'Valentine' di Ettore Sottsass che costituì, alla fine degli anni sessanta, il tentativo dell'azienda di uscire dal settore delle macchine 'da ufficio', grigie e pesanti, e penetrare nel mondo nuovo che si affacciava alla ribalta, giovane, leggero e colorato. Portatile e in plastica, come la 'Valentine'. Roberto aveva poi, dagli anni '70, partecipato attivamente e con tutta la passione di cui era capace, alle esperienze di quella che venne definita 'la grafica di pubblica utilità' e che aveva avuto, nella sua Pesaro, un polo di attrazione indimenticabile come quello di Massimo Dolcini. Era stato presidente dell'AIAP e, dal 2007 al 2013, aveva diretto i corsi dell'ISIA di Urbino. Avevo incontrato Roberto, per l'ultima volta, nel 2016, a Civitanova, quando avevamo visitato insieme la bella mostra di Mauro Bubbico. Avevamo pranzato allora al ristorante 'Il veneziano' e, tra una porzione di pesce fritto e un bicchiere di bianco, avevamo continuato i nostri inesausti discorsi sulla grafica. Ci eravamo, lo ricordo con un po' di magone, soffermati anche a commentare la nostra condizione, un 'De senectute' conviviale, lamentandoci, con ironica civetteria, di alcuni comuni disturbi dell'età."

Ciao, Roberto.
Andrea Rauch


 


“Caro Roberto,
non avevo mai preso in considerazione la possibilità di scriverti senza poter ricevere una tua arguta e puntuale osservazione critica. Questo un po’ mi blocca, un po’ mi imbarazza, un po’ toglie il senso a queste righe. Ma forse è proprio in questo silenzio che devo trovare la tua arguta risposta? Che brutto scherzo. Credo che continuerò a scriverti e tu, nonostante tutto, continuerai a rispondermi e a mettermi in crisi."


Saluti
Beppe Chia


 


( 4 nov 2018 )


Commenti:

Caro Roberto, qualche anno fa mi rassegnasti le tue dimissioni dal direttivo Aiap perché non stavi bene e, in linea con il tuo rigore e la tua intransigenza, che usavi in egual misura verso te stesso e verso gli altri, non tolleravi di disattendere un impegno preso. Rifiutai quelle dimissioni perché la tua presenza, anche se da lontano, si faceva sentire, e la tua lucidità ci accompagnava nel suo essere sempre asciutta e disarmante.
Ecco, le rifiuto anche ora le tue dimissioni. Con fermezza e, confesso, anche tanta rabbia.
daniela piscitelli

04 nov 2018 18:31  | danielapiscitelli  | 

Caro Roberto,
la morte come sempre ci coglie impreparati. Ancor più perché ti avevo visto combattivo e determinato appena qualche giorno fa, e mai avrei pensato che saresti partito così presto. Per me hai rappresentato in questi anni in associazione un punto fermo, un riferimento attendibile. Una persona con la quale si poteva essere in disaccordo talvolta, ma con cui era sempre possibile un confronto sincero e appassionato. Grazie per la tua passione, che mi mancherà tanto. E grazie per la tua simpatia, che mi mancherà altrettanto.
Monica Nannini

04 nov 2018 23:46  | monicanannini  | 

Caro Roberto, se sono diventato un grafico lo devo molto a te che hai influenzato le mie scelte professionali. Ti ho conosciuto che ero un ragazzino e tu con mio fratello e Primo Moroni facevate una rivista anarchica. Quando ancora studiavo mi volevi in Olivetti a farmi le ossa e poi a collaborare, di tanto in tanto come freelance, con i tuoi studi.
E cosa più bella hai fatto in modo che conoscessi Aldo Novarese sapendo della mia passione tipografica e da quegli incontri è nato un type designer.
Grazie ancora per la tua sincera amicizia, i rimbrotti, i consigli, il rigore.
Un abbraccio libertario
Giò

05 nov 2018 11:46  | giangiorgiofuga  | 

ciao Roberto e grazie per tutto quello che ho imparato da te
guido

05 nov 2018 18:12  | guido scarabottolo  | 

Conobbi Roberto ai tempi dell’Olivetti e lo vedevo spesso quando veniva a trovare Bassi alo Studio77 in Foro Bonaparte.
In tutto questo tempo, affetto e stima non sono mai venuti meno ma solo negli ultimi anni, anche grazie all’impegno di essere stati nominati Collegio dei Probiviri insieme a Susanna Vallebona, Aldo Presta e Luciano Perondi, abbiamo ripreso contatti frequentissimi.
Il penultimo: la partecipazione all’ultimo CD del 12 ottobre e poi le conseguenti numerose telefonate.
L’ultima mercoledì scorso. Mi telefonò, mi disse dov’era e della gravità ma non gli credetti anche perché subito cambiò discorso riportandolo all’interno dei nostri impegni ancora aperti verso AIAP. E richiamandomi, con la sua consueta ruvidezza ma soprattutto lucidità e però anche ironia, al dovere di assolverli anche e soprattutto in vista della prossima Assemblea elettiva della nostra associazione.
Perché comunque questo è Roberto: sempre presente, sempre sul pezzo.
E fra 15 giorni, allo Spazio MIL, sarà con noi.
Camilla Masciadri

06 nov 2018 13:33  | elena camillamasciadri  | 

Conobbi Roberto ai tempi dell’Olivetti e lo vedevo spesso quando veniva a trovare Bassi alo Studio77 in Foro Bonaparte.
In tutto questo tempo, affetto e stima non sono mai venuti meno ma solo negli ultimi anni, anche grazie all’impegno di essere stati nominati Collegio dei Probiviri insieme a Susanna Vallebona, Aldo Presta e Luciano Perondi, abbiamo ripreso contatti frequentissimi.
Il penultimo: la partecipazione all’ultimo CD del 12 ottobre e poi le conseguenti numerose telefonate.
L’ultima mercoledì scorso. Mi telefonò, mi disse dov’era e della gravità ma non gli credetti anche perché subito cambiò discorso riportandolo all’interno dei nostri impegni ancora aperti verso AIAP. E richiamandomi, con la sua consueta ruvidezza ma soprattutto lucidità e però anche ironia, al dovere di assolverli anche e soprattutto in vista della prossima Assemblea elettiva della nostra associazione.
Perché comunque questo è Roberto: sempre presente, sempre sul pezzo.
E fra 15 giorni, allo Spazio MIL, sarà con noi.
Camilla Masciadri

06 nov 2018 13:34  | elena camillamasciadri  | 



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20 novembre 2018

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