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Aperta la nuova call for papers di Progetto Grafico: PG29 - Committenza

La redazione di Progetto Grafico, sempre interessata a ricevere proposte di articoli per i propri numeri tematici e per la sezione “Fuori tema”, comunica l'apertura della call for papers per il nuovo numero della rivista, che uscirà nella primavera del 2016.
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Progetto grafico 29: Committenza
a cura di Riccardo Falcinelli, Davide Fornari, Carlo Vinti

In un momento di generale difficoltà economica, segnato da continui riassetti disciplinari e professionali nell’area della comunicazione visiva, riteniamo utile mettere al centro di un numero di Progetto grafico il tema della committenza.

Storicamente, nel campo della grafica, grandi clienti industriali, commerciali o istituzionali hanno fornito non soltanto sostegno economico ai designer (in forma di committenza), ma hanno anche influito sulle scelte progettuali e contribuito alla formazione dell’immagine stessa che i grafici hanno di sé come professionisti. Nonostante ciò, il committente è spesso un protagonista dimenticato nella storia della grafica. Anche il dibattito critico recente si è concentrato molto più spesso sul cambiamento di ruolo del grafico e sulla sua relazione diretta con gli utenti. Il tema della committenza è rimasto per lo più nell’ombra, sebbene i clienti continuino a essere attori fondamentali del processo di progettazione e produzione di artefatti comunicativi.

Una serie di cambiamenti importanti intervenuti a partire dagli anni ’80 del XX secolo rendono forse persino più urgente tornare a occuparsi di committenza. Da un lato, il desiderio di indipendenza avvertito dalle ultime generazioni di grafici ha portato sempre più spesso a mettere in discussione la tradizionale relazione designer-committente, impostata sull’idea di consulenza o servizio professionale prestati a un cliente.
Dall’altro, interi settori imprenditoriali e istituzionali hanno cominciato a rivolgersi di preferenza a professionisti distanti dal tradizionale mondo del design grafico, con competenze nettamente più spostate verso il marketing e i saperi strategici della comunicazione. Nel frattempo, si sono susseguiti una serie di tentativi di ripensamento della posizione del grafico: fra i vari ruoli di cui i designer hanno provato ad appropriarsi negli ultimi anni (autore, curatore, produttore) c’è sicuramente anche quello dell’imprenditore. Le diverse pratiche di auto-produzione e il diffondersi dei progetti self-initiated hanno portato molti a credere di poter fare a meno dei clienti, o quantomeno a prediligere altre forme di collaborazione con realtà culturalmente affini. Il sostegno pubblico di università e fondazioni (in forma di borse di studio e residenze) è un fenomeno più recente, il cui modello di sostenibilità offre spunti di dibattito.

In questo quadro complesso crediamo che sia particolarmente utile tornare a domandarsi cosa vuol dire committenza e quali sono le forme contemporanee di relazione fra grafici e clienti, tenendo conto delle diverse forme che oggi può acquisire tale relazione.
Da questo punto di vista, ci interessa anche recuperare alcuni significati originari del termine committenza: il sostantivo deriva infatti dal verbo latino committere, che oltre al senso di affidare, ordinare e richiedere, designava inizialmente anche le azioni di mettere insieme, congiungere due o più cose. L’inglese distingue in modo più netto fra l’attività di patronage (chi sostiene il lavoro di qualcuno) e il ruolo del cliente (chi compra o paga beni e prestazioni), ma sul piano etimologico i due termini hanno in comune l’idea di dare supporto: appoggiare quindi – non solo economicamente – un’opera o un’attività umana.

Per questo numero di Progetto grafico cerchiamo quindi contributi (saggi, ricerche, testimonianze) nei quali il tema della committenza sia preso in considerazione criticamente, tenendo conto delle questioni e dei temi che abbiamo esposto. Ci interessano prospettive provenienti da diverse discipline, ma sempre con punti di tangenza con la sfera della comunicazione visiva e delle sue implicazioni culturali.

In sintesi, le questioni che vorremmo esplorare:
- In che modo industriali, commercianti, editori, istituzioni politiche e culturali hanno contribuito e contribuiscono a costruire la tradizione professionale del progetto grafico [graphic design]?
- Chi sono oggi i committenti dei professionisti e in che modo è cambiata la relazione dei designer con le loro controparti commerciali, istituzionali o culturali?
- Quali sono oggi e quali sono state storicamente le figure di mediazione fra designer e cliente?
- Come è cambiato nel panorama contemporaneo il modello tradizionale di relazione designer-cliente che si è affermato nel XX secolo?
- Qual è la percezione del cliente nella comunità professionale? Ha ancora senso parlare di educazione del committente?
- Per quale tipo di relazione professionale preparano oggi le scuole di design grafico?
- Può esistere un graphic design senza clienti?
- Che opportunità offrono oggi aziende e istituzioni ai grafici per prendere rischi e innovare, sperimentare o anche fare ricerca?

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• uscita: primavera 2016

• chiusura call for abstracts: 30 maggio 2015

Inviate le vostre proposte a:
redazione_progettografico@aiap.it



Progetto Grafico è la rivista internazionale di grafica edita dall’Aiap
www.aiap.it/progettografico/

direzione editoriale
Davide Fornari, Silvia Sfligiotti

comitato di redazione
Emanuela Bonini Lessing, Serena Brovelli, Maria Rosaria Digregorio, Riccardo Falcinelli, Claude Marzotto, Jonathan Pierini, Carlo Vinti, Stefano Vittori


(20 feb 2015 )


 

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Aiap
via Ponchielli, 3
20129 Milano

11 dicembre 2017

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