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I libri di Lussu e la collana Scritture a Urbino

Mercoledì 16 aprile presso l'ISIA Urbino si terrà una conferenza di Giovanni Lussu con Luciano Perondi, Roberto Pieracini e Daniela Piscitelli.

Si parlerà di didattica della grafica, del volume “Tebe dalle sette porte”, edito da Isia Urbino e della collana Scritture, edita da Stampa Alternativa - Nuovi Equilibri.

Programma della giornata

Mattino, ore 9.00
Incontro con Giovanni Lussu, studenti 3° anno triennio.
Gli studenti presentano il loro programma di studio e discutono con il docente.

Pomeriggio, ore 15.00
Conferenza di Giovanni Lussu con Luciano Perondi, Roberto Pieracini, Daniela Piscitelli
Introduce Roberto Pieracini

Scuola oggi, la didattica e il volume “Tebe dalle sette porte”

ore 15.30
Giovanni Lussu, presenta i suoi lavori.

ore 16.15
Daniela Piscitelli presenta la collana Scritture e i volumi “Sinsemie” di Luciano Perondi e “Altri fiumi, altri laghi, altre campagne” di Giovanni Lussu.

ore 17.00
Gli studenti, domande e risposte.


Tebe dalle sette porte

L’ISIA di Urbino ha il piacere di presentare il volume “Tebe dalle sette porte” di Giovanni Lussu. Il quaderno raccoglie l’esperienza didattica dell’autore nell’ambito della cultura grafica e della progettazione visiva in numerose istituzioni italiane per oltre trent’anni.

Da sempre impegnato nella formazione e nella cultura della professione, la sua visione della didattica, o meglio ancora della non-didattica, si presenta lineare, di impegno civile prima ancora che formativo, legata profondamente alla sua professione di “artigiano della grafica”.

L’augurio è quello che questa pubblicazione sia lo stimolo e l’inizio di una riflessione sempre più profonda e apra un dibattito sempre più esteso sulla responsabilità del mondo della formazione.


LA COLLANA SCRITTURE
diretta da Giovanni Lussu

La necessità di una approfondita riflessione sul design della comunicazione visiva, sulla disciplina e sulle ricadute che le pratiche del progetto hanno sulle culture, sulla conoscenza e sulle qualità del vivere, ci sembra oggi impellente laddove la grafica sta diventando sempre di più una attività domestica.

Si assiste infatti da un lato al diffondersi di una pratica casalinga grazie alla diffusione di dispositivi di produzione sempre più easy e a basso costo, e dall’altro lato l’elevata numerosità di giovani neo-laureati, con livelli differenti di competenze, frutto di una formazione disomogenea per corsi, istituti e scuole, si scontra con le difficoltà di un mercato non solo ridotto all’osso ma che, di fatto, ha internalizzato anch’esso, grazie a quei dispositivi domestici, una serie di competenze.

Le “visioni” e i saperi del progettista, così come il secolo scorso ci aveva abituato ad immaginare il mestiere, sembrano non essere più idonee a questo nuovo mondo.

Quali allora gli strumenti che un grafico deve poter possedere? Ma soprattutto, quale il paradigma sul quale ri-fondare un sapere e ancora di più un saper fare? Quali gli ambiti del progetto nel quale fare confluire competenze che richiedono una preparazione sempre più complessa e multidisciplinare?

Qualcuno ha scritto che quanto più una disciplina diventa divulgativa, tanto più è dovere della ricerca alzare il tiro e spostare “un po' più in là” il limite cui tendere, ed allora ecco che i due volumi di Stampa Alternativa & Graffiti - “Altri fiumi, altri laghi, altre campagne” di Giovanni Lussu e “Sinsemie” di Luciano Perondi - tracciano una linea di demarcazione precisa. Ma indicano anche futuri possibili.

I due volumi infatti si pongono quali spartiacque tra una cultura, quella della prima (e anche della seconda) modernità in cui i saperi erano visti come disgiunti tra area umanistica e area scientifica, e un paesaggio culturale, quello con il quale ci confronteremo nei prossimi anni, che ci obbligherà a costruire nuovi paradigmi sia della formazione che della pratica professionale.

Il libro di Lussu spinge, anche con sferzanti provocazioni - “…se la storia delle rappresentazioni passa altrove, cosa rimane, della grafica del ‘900? Immaginette.” a ripensare la grafica come ad una pratica utile, lontana dai formalismi purovisibilisti quanto piuttosto come ad un sistema complesso attraverso il quale accedere, e fare accedere, alla conoscenza.

“La gestione delle rappresentazioni - scrive infatti Lussu - per la comunicazione, per l’acquisizione, l’elaborazione e la trasmissione della conoscenza è una modalità essenziale e costitutiva del nostro rapporto col mondo”.

In questo senso, quindi, il progetto della rappresentazione, che passa, sempre citando Lussu, da una pratica consapevole e generosa, può aprire a nuove visioni e, lui dice, a nuove sinsemie. Ecco che si riallaccia al volume di Perondi il quale, sulla scia della medesima impostazione critica, cerca di fornire strumenti progettuali per far sfruttare le capacità spaziali e pluridimensionali della scrittura. E al contempo, indagare fino a che punto le supposte “immagini” possono essere trattate come scrittura. Con il termine sinsemia quindi, si indica il modo con cui i segni stanno nello spazio. Tutti i segni, alfabetici e non. E la relazione logica che si stabilisce tra essi diventa portatrice di significato, ma soprattutto svela, il più delle volte, significati altrimenti difficili da comprendere, connessioni logiche, aiutando nell’acquisizione dei saperi.

È una visione politica della conoscenza, quella di Lussu e di Perondi, e mentre il primo chiede di contraddire la disciplina così com'è adesso e ne scrive il rifiuto riportandone le origini alle sue dimensioni a-moderne, il secondo ne traccia una strada per una sua possibile rifondazione ricavando strumenti e strategie utili per la progettazione di sistemi di artefatti (io direi di ambienti) complessi.

Due libri quindi, che non sono solo libri, non sono solo strumenti, non sono solo saggi,
non sono solo racconti, non sono solo documenti scientifici. Sono prospettive.

Daniela Piscitelli


(25 mar 2014 )


 

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21 agosto 2017

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