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Regional Meeting, Icograda design week Torino 2008

All’interno della settimana ricca di appuntamenti di Icograda Design Week Torino 2008, come consuetudine il Board Icograda si è incontrato coi delegati nazionali all’interno di un Regional Meeting, luogo di incontro e di confronto tra le varie associazioni locali tra e con Icograda su problemi significativi di una particolare area o regione.

I particolare, dando continuità al percorso intrapreso da alcuni anni e ratificato dalle votazioni del XXII Congresso Mondiale svoltosi a Cuba nel 2007, si è discussa la questione della fusione delle tre associazioni sorelle, ICSID, IFI e Icograda in un’unica realtà associativa e di rappresentanza: IDA (International Design Alleance).

Se a livello di macro sistema questa è sicuramente la soluzione più auspicabile che già sul breve e medio periodo sta rafforzando la visibilità e il potere interlocutorio delle discipline del desing in senso lato, dall’altro questo processo di aggregazione si scontra con le singole realtà locali in cui il livello di dialogo infra ed extra disciplinare è talora frammentario.
L’evoluzione di Icograda in questo senso si sviluppa su un doppio binario: il rapporto tra locale e globale per le associazioni di grafica che essa rappresenta e l’attenzione alla multidisciplinarietà di un ambito professionale e culturale sempre più complesso, stratificato e meticcio.

Tra i paesi che hanno avuto modo di confrontarsi e dialogare con il board Spagna, Germania, Belgio, Cile, Svizzera, Russia e Bosnia Erzegovina pur non essendo tutti già aderenti a Icograda, la loro presenza da forza all’idea che un network internazionale è diventato l’unico modo, in un mondo globalizzato, per confrontarsi sia a scala locale che mondiale, per condividere i problemi, le best practice e farsi guidare da esperienze consolidate e condivise.

Particolarmente significativa in questo senso la presentazione di UlupuBih l’associazione della Bosnia Erzgovina, localmente collegata e supportata da Ulupu – l’associazione Slovena – recentemente unitasi a Icograda.
UlupuBih è un’associazione multidisciplinare che copre molte aree della cultura del progetto, dall’architettura all’interior design, dall’illustrazione alla tipografia, dalla scenografia al multimedia, nata subito dopo la guerra dei Balcani nel giugno del 1996 per dare continuità e creare una comunità professionale locale e per creare relazioni con altre realtà analoghe, come nel caso i Ulupu che li ha supportati nella difficile normalizzazione e transizione verso la modernità.
Molto attiva come facilitatore della visibilità dei propri membri anche su un palcoscenico internazionale l’associazione sta cercando di creare sviluppo e consapevolezza di fronte a una stagione di rinascimento, una sorta di neo-umanesimo dove l’umanità trova armonia ed equilibrio con la natura.
Pur nella valorizzazione della storia della cultura bosniaca l’associazione è dinamica e in crescita grazie soprattutto alla forte partecipazione delle giovani generazioni particolarmente sensibili e coinvolte in questo rinnovamento.
In questo senso la possibilità di contatto e di relazione con le realtà estere diventa fondamentale e strategico per generare un circolo virtuoso di visibilità e rafforzamento con concrete ricadute anche a livello locale in termini di riconoscimento e di consolidamento della professione.

Altro grosso tema di discussione e di confronto è stato proprio l’evoluzione delle discipline della comunicazione e del design che da realtà modoculturali, specialmente in Europa, stanno confluendo verso una cultura multidisciplinare e trasversale in cui sempre più il valore del progetto diventa strategico rispetto alo sviluppo economico come promotore di innovazione.
Lise Vejse Klint, forte sia della sua esperienza personale presso il Danish Design Center e il board Icograda, ha illustrato alcune delle strategie usate in Danimarca proprio per la promozione della cultura del design ed il suo rafforzamento nei confronti di un pubblico più vasto rispetto a quello degli addetti ai lavori che ha permesso di porsi in maniera interlocutoria con il governo e quindi i centri di potere politico ed economico.

Presentarsi ad un tavolo di trattativa è stato fondamentale per potere essere ascoltati: il vantaggio è quello di parlare ai governi a nome del design nella sua interezza, per la promozione della disciplina, delle sue politiche pubbliche, con una voce sola. Pur nella specificità dei singoli ambiti e particolarità. Le associazioni si sono fuse insieme circa 12 anni fa e uno dei primi strumenti che hanno adottato per pesare rispetto al governo e alla politica è stato quello di avviare una ricerca sovvenzionata dal pubblico per fare un censimento e un lavoro statistico di indagine sua professione, identità lavorativa, la fetta commerciale e industriale mossa da questo settore direttamente o in direttamente, cioè il suo peso economico rispetto alle altre voci del bilancio nazionale.
Queste politiche per il design hanno ormai una pianificazione triennale e sono supportate da budget significativi per la promozione e per la realizzazione delle azioni contenute nella programmazione degli obiettivi periodici. Il progetto è inoltre supportato e condiviso con l’associazione di Design Business e che cura gli interessi delle imprese di design, afferendo parzialmente al Ministero dell’Economia e, per quello che riguarda la formazione, a quello della cultura.
In questo circolo virtuoso le industrie e aziende sono svolgono un ruolo di voce critica rispetto all’attività dei ministeri e delle associazioni.
I paesi scandinavi inoltre lavorano insieme hanno buon dialogo che permette loro si avere sempre un rappresentante nel board Icograda supportato e “mantenuto” congiuntamente.
Questo aiuta, come nell’area balcanica a far crescere la consapevolezza per i piccoli paesi che, organizzarsi con gli stati vicini, permette di avere una massa critica.

Come hanno sottolineato Brenada Sanderson e Iva Babaj la World Design Survey lanciata durante l’assemblea del 2007 ha lo scopo di costituire una base dati comune, comparabile ed aggiornabile su cui costruire un’analisi significativa a livello statistico e qualitativo del ruolo del design nelle varie associazioni e nei vari stati nazionali.
Nata sul modello della best practice canadese in cui le associazioni dello stato del Quebec sono state si invitate dal governo a sedersi ad un tavolo di trattativa, ma a patto di doversi confrontare con un solo referente.
L’approccio dunque avviene dal punto di vista economico e non più culturale, cioè in termini di parametri oggettivi di ritorno di investimento, di business e monetario generati dalla presenza e dal ruolo del design nella cultura imprenditoriale e dell’innovazione di un paese, così come è avvenuto anche in Korea.
La WDS serve perciò a comparare e a rendere misurabili parametri che descrivono questo “peso” economico della cultura e presenza pervasiva del progetto nelle nostre società post industriali, ma anche in quelle in via di sviluppo, come fattore di sviluppo.
Informazioni come il compenso a livello nazionale, il livello di formazione e istruzione, i programmi didattici, le riviste etc con un aggiornamento quinquennale potrebbero essere una buona base comune su cui costruire politiche per il design con i governi locali.
Temi su cui AIAP si è dimostrata particolarmente sensibile, viste anche le situazioni che sono rimaste congelate a causa dell’ultimo cambiamento di governo, in cui, iniziative istituzionali come il Consiglio Nazionale del Design e aperture al dialogo come la partecipazione di esponenti politici all’assemblea annuale di Aosta, non hanno avuto ad oggi gli sviluppi e la concretezza sperati.

Tra le proposte emerse in una sorta di sensibilizzazione anche del direttivo Icograda, che si è detto disponibile e interessato all’iniziativa, l’idea di tradurre in più lingue almeno l’aggiornamento periodico delle news per rendere la comunicazione più vicina ai singoli membri.
Quello che emerge come in molta della sensibilità contemporanea è il valore di un mondo globale e interconnesso che permette di confrontarsi e di dialogare a tuttotondo, ma nello stesso tempo la necessità di riconoscersi in un’identità ed in un contesto locali e quotidiani.

Il Regional Meeting si è concluso con l’annuncio del prossimo congresso mondiale Icograda Bejing 2009, da parte di Xiao Yong docente della CAFA e organizzatore dell’evento.
Il congresso prevederà 3 conference e workshop fuori da Bejing un congresso di 3 giorni nel centro congressi e all’opera house, una Icograda Educational Conference ed una serie di iniziative e di eventi anche di carattere turistico, per una partecipazione stimata intorno ai 3.000 partecipanti provenienti da tutti i paesi del mondo.


(16 ott 2008 )




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